Cavolo

Horta Soc. Coop. Agr.
Terre della Tuscia

La coltivazione del Cavolo

Il Cavolfiore è una tra le crucifere più coltivate in Italia, diffusa soprattutto nelle regioni centro-meridionali e precisamente in Campania, Marche, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia. La sua origine è piuttosto incerta. Il nome deriva dal latino "caulis" (fusto, cavolo) e "floris" (fiore). In Italia si affermò prima in Toscana, come testimoniano alcuni quadri Medicei dei primi del '700 dove

è ritratto un cavolfiore proveniente dalla zona di Arezzo. I Paesi in cui è maggiormente diffusa la sua coltivazione sono l'India, la Cina, la Francia, l'Italia e gli Stati Uniti. Il cavolfiore viene utilizzato sia allo stato fresco che surgelato, disidratato e sottaceto.

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CALENDARIO PRODUZIONE

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La Coltivazione

Ambiente di coltivazione e vocazionalità

La valutazione delle caratteristiche pedoclimatiche dell’area di coltivazione è di fondamentale importanza in riferimento alle esigenze della coltura.
La scelta sarà particolarmente accurata in caso di nuova introduzione della coltura e/o varietà nell’ambiente di coltivazione.
Suolo
I cavoli prediligono terreni franchi, profondi, con buona disponibilità di ossigeno, ricchi di sostanza organica, con buona capacità di ritenzione idrica ma senza ristagni. E’ importante la reazione del terreno: il pH ottimale è intorno alla neutralità. Tranne che nelle prime fasi vegetative, i cavoli tollerano una ECe del terreno (conducibilità elettrica dell’estratto saturo) fino a 2.0 dS/m senza variazione di resa.
Esigenze termiche
Le temperature ottimali di sviluppo sono 15- 18°C, con massime di 25°C. Valori superiori inducono la
prefioritura con deprezzamento delle teste che risultano di qualità inferiore in quanto meno compatte.

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TERRE DELLA TUSCIA

Tecnica Colturale

Prima di vedere come si raccoglie, alcune nozioni generali sulla coltivazione. Il cavolo si adatta a qualsiasi tipo di terreno, ma ne predilige uno di medio impasto, fresco, fertile e ben drenato. Vuole un clima temperato, anche se le alte temperature e i venti caldi favoriscono la fioritura. Il cavolo ha bisogno di una concimazione minima a base di azoto, fosforo e potassio. L’annaffiatura dovrà essere regolare e costante, senza creare ristagni d’acqua.

Il cavolo si raccoglie quando la testa si presenta compatta e senza spaccature. Non bisogna farlo crescere troppo perché altrimenti potrebbe marcire. Con un coltello a lama lunga e affilata tagliate i fusti cinque dita sotto l’inflorescenza e lasciate la pianta nel campo. E, con l’aiuto di condizioni climatiche favorevoli, si svilupperanno nuove unità più piccole.

Quando si effettua la raccolta dei cavoli (anche di tutti gli ortaggi in generale), si devono tener conto di alcune pratiche fondamentali per la conservazione del prodotto: bisogna rimuovere le parti guaste e i residui di terra dagli ortaggi, prima di depositarli, con delicatezza, nei contenitori di raccolta; mettere al riparo il raccolto in un luogo ombreggiato e fresco, in particolare durante le stagioni calde.

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Esigenze Ambientali

Esigenze pedoclimatiche
Sii adatta bene a tutti i tipi di terreno, purché siano profondi, ben aerati e freschi, ben dotati di sostanza organica e con pH intorno alla neutralità. Preferisce climi temperato-freddi ed umidi, tollera il freddo ma non il gelo.
La coltura necessita di irrigazioni al trapianto e nella fase di ingrossamento della testa.
E' una coltura intercalare e lascia una buona fertilità residua sia per la notevole massa di residui colturali sia per il tipo di operazioni colturali richieste.

Varietà
Le cultivar di cavolo cappuccio possono essere classificate in vario modo a seconda del colore delle foglie (verdi e rosse), della destinazione del prodotto (consumo fresco e trasformazione industriale) ed in base al periodo di raccolta: primaverili-estive (precoci), autunnali (medio-tardive), invernali (tardive).

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I nostri produttori hanno anni di esperienza nella produzione del finocchio a pieno campo e possono darti preziosi consigli.
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