Certificazioni

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La certificazione Global GAP (Good Agricultural Practice) definisce i requisiti necessari all’implementazione delle best practice (buone pratiche) negli ambiti agricoli, zootecnici ed ittici. Nato nel 1997 da EurepGAP, proprietario del marchio, come iniziativa di alcune importanti catene distributive europee appartenenti all’Eurep (Euro-Retailer Produce Working Group) per la qualifica dei produttori e la commercializzazione di frutta e verdura rispondente ai requisiti.

I requisiti dello standard Global Gap richiedono l’adozione di un approccio sistemico per il miglioramento continuo, questo schema trasversale è costituito dai seguenti punti focus e criteri di conformità inerenti a:

  • sicurezza, qualità e legalità alimentare;
  • tracciabilità alimentare;
  • sostenibilità ambientale, comprensiva della biodiversità, della gestione del terreno e delle risorse idriche;
  • gestione integrata dei parassiti, dell’utilizzo di fertilizzanti e dei fitosanitari;
  • salute e sicurezza operativa dei lavoratori e sostenibilità socio economica;

La certificazione qualifica l’Azienda come fornitore per la GDO; rappresenta un riconoscimento a livello internazionale e offre visibilità attraverso il data base Global Gap.

 

G.R.A.S.P. è l’abbreviazione di “GLOBAL G.A.P. Risk Assessment on Social Practices” (Controllo dei Rischi nelle Pratiche Sociali): è un modulo aggiuntivo dello Standard GLOBAL G.A.P focalizzato alla valutazione degli aspetti sociali connessi alle attività dei lavoratori in agricoltura, utilizzato per valutare il rischio di cattive pratiche sociali nel settore.

Il modulo GRASP è concentrato su alcuni argomenti chiave, quali:

  • rappresentanza dei lavoratori
  • diritti legali ed accesso alle leggi nazionali sul diritto del lavoro
  • presenza di documentazione scritta, rappresentata da contratti, buste paga e definizione dei salari
  • diritti dei minori
  • ore di lavoro (sulla base dei contratti nazionali)

 

Per agricoltura biologica s’intende un metodo di produzione i cui standard sono individuati e disciplinati dal regolamento comunitario Reg. UE 2018/848. Questo metodo, che riguarda sia le procedure di coltivazione che quelle di allevamento degli animali, ammette il solo impiego di sostanze naturali. L’agricoltura biologica ha infatti, come obiettivo principale, il rispetto della natura e dell’ambiente, attraverso un utilizzo sostenibile delle risorse. È quindi assolutamente vietato l’uso di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi, ecc.) e di OGM (organismi geneticamente modificati). La difesa delle colture è quindi ottenuta selezionando specie resistenti alle malattie, da un lato, e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate dall’altro. Fra queste rientra, ad esempio, la rotazione delle colture, che evita di coltivare la stessa pianta sullo stesso terreno per più stagioni consecutive.

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